Il Freeride World Tour
Ogni anno, in sei o sette stazioni sparse tra le Alpi, l'Alaska, la Norvegia e l'Asia centrale, un gruppo di atleti aspetta per ore sulla cima di una parete verticale. Sotto di loro: un pendio di cinquecento metri di roccia, seraccati, canaloni e neve compressa che non è mai stata toccata dagli sci prima. Quando l'altoparlante trasmette il nome, hanno 45 secondi per partire, poi meno di tre minuti per scendere davanti ai giudici. Quello che fanno in quei tre minuti — la linea scelta, i salti improvvisati, la velocità mantenuta, il controllo dimostrato — viene valutato, e da quella valutazione dipende la classifica mondiale.
Questo è il Freeride World Tour.
Origini e struttura del circuito
Il Freeride World Tour (FWT) è nato formalmente nel 2008, con radici nell'Xtreme de Verbier — una competizione pionieristica tenutasi per la prima volta nel 1996 sulla celebre parete nordovest del Bec des Rosses, sopra Verbier in Svizzera. L'Xtreme de Verbier è rimasto per anni la gara più difficile del freeride competitivo e rimane la finale del tour mondiale.
Il tour è organizzato da Freeride World Tour Association (FWTA) con sede in Svizzera. La stagione si svolge tra gennaio e marzo, con eventi distribuiti su quattro o cinque stazioni. Gli atleti si qualificano attraverso circuiti regionali (il Freeride World Qualifier, FWQ) e attraverso prestazioni nel tour dell'anno precedente. La lineup dei migliori include tipicamente quindici o venti atleti per categoria.
Le categorie principali sono quattro: sci maschile (ski men), sci femminile (ski women), snowboard maschile (snowboard men), e snowboard femminile (snowboard women). Ogni categoria ha una classifica separata e un proprio titolo mondiale.
Come si giudica il freeride competitivo
Il sistema di giudizio del FWT combina quattro criteri principali, pesati in modo variabile: linea, controllo, fluidità, e salti/features. La linea è il percorso scelto attraverso la parete: i giudici premiano le linee che attraversano terreno difficile, che mostrano creatività nella scelta del percorso, che dimostrano una comprensione profonda della montagna. Un atleta che scende su una linea facile ma perfettamente eseguita prende meno punti di uno che scende su una linea difficile con margine di errore minimo.
Il controllo misura la padronanza dell'atleta in ogni punto della discesa: nessuna perdita di equilibrio, nessun "flush" (perdita di uno o entrambi gli sci), nessun contatto involontario con il terreno. Una singola perdita di controllo piccola può costare decimi di punto; una caduta può costarenl'intera gara.
I salti — air features — vengono valutati per ampiezza, forma e atterraggio. Un atterraggio perfetto su un salto da venti metri vale molto di più di un atterraggio precario su un salto da trenta. I giudici cercano quella combinazione di impegno e controllo che distingue il vero freesciatore dall'acrobata.
Le venues del tour: dove si svolge il FWT
Il tour ha una rotazione di sedi che include alcuni dei terreni più spettacolari del pianeta. Verbier (Svizzera) è il teatro finale e il più iconico: il Bec des Rosses è una parete di 1000 m di dislivello con sezioni verticali e canali di roccia che nessun impianto ha mai raggiunto. La finale di Verbier è trasmessa in diretta mondiale.
Andorra — Ordino Arcalís ospita spesso il primo evento della stagione, su un terreno più roccioso e tecnico. Kicking Horse in British Columbia, Canada, è la sede nordamericana: la parete sopra il comprensorio offre terreno di alta quota con esposizioni variabili. Baqueira Beret in Catalogna, Spagna, è stata introdotta nel circuito per portare il freeride in un contesto iberico con neve atlantica imprevedibile. Fieberbrunn in Tirolo, Austria, è una delle sedi europee più frequentate dal pubblico.
In anni recenti il tour ha incluso anche Revelstoke in British Columbia e Hakuba in Giappone, ampliando la diversità geografica del circuito e il suo bacino di pubblico asiatico.
I campioni del FWT: uno sguardo ai migliori
Lo sci maschile ha avuto in Kristofer Turdell e Reine Barkered i pionieri svedesi, ma la generazione degli anni '10 e '20 del terzo millennio ha visto la dominanza di nomi come Victor de le Rue, Léo Slemett, Wadeck Gorak (tutti francesi o franco-svizzeri) e il canadese Sam Anthamatten. Il francese Julien Lopez ha vinto più titoli mondiali consecutivi in una fase di netta dominanza.
Nello snowboard maschile, Jeremy Jones è la figura fondativa — il suo stile di freeride in big mountain ha definito l'estetica del genere — anche se Jones ha gareggiato relativamente poco nel circuito formale preferendo la produzione cinematografica. La competizione formale ha visto la dominanza di Rider come Xavier De Le Rue (sei titoli mondiali, uno dei più titolati della storia del FWT) e Nico Bontemps.
Sul versante femminile, Jacqueline Pollard, Arianna Tricomi (italiana, campionessa mondiale per tre anni consecutivi tra 2017 e 2019) e Hedvig Wessel hanno segnato stagioni diverse con stili tecnici molto differenti. Arianna Tricomi — cresciuta a Bad Gastein in Austria — è diventata un'ambasciatrice del freeride italiano e alpino, con uno stile che combina linearità e aggressività rara nel freeride femminile.
Il Freeride World Qualifier e la pipeline degli atleti
Il FWT non è accessibile direttamente ai giovani talenti: la via d'accesso al circuito principale passa attraverso il Freeride World Qualifier (FWQ), un circuito di eventi regionali con punteggio mondiale che permette agli atleti emergenti di guadagnare ranking e qualificazioni. Esistono eventi FWQ in Europa, Nord America, Giappone, Oceania.
Il sistema a due livelli — FWQ e FWT — ha creato un'infrastruttura competitiva che oggi conta centinaia di gare l'anno e migliaia di atleti classificati. In Italia, alcune stazioni come Courmayeur, Livigno e Val Senales hanno ospitato eventi FWQ, portando il freeride competitivo su terreno domestico.
La cultura del freeride competitivo si è intrecciata con quella del freeride cinematografico — la tradizione dei film di sci prodotti da Teton Gravity Research, Poor Boyz Productions, e la sezione ski di Red Bull Media — creando un ecosistema dove competizione e narrazione mediatica si alimentano reciprocamente. Apri la mappa per esplorare le stazioni che ospitano o hanno ospitato eventi FWT e FWQ, e per individuare i comprensori con terreno adatto al freeride libero.