Il Salto con gli Sci Spiegato
Volare sulle Alpi
Guardare un atleta di livello mondiale lanciarsi da un trampolino grande — il K120 delle gare olimpiche, o il HS130 della normale di Coppa del Mondo — e planare per 130, 140, anche 150 metri è una delle esperienze più spettacolari dello sport invernale. Il salto con gli sci è una disciplina che sfida l'intuizione: il saltatore che sembra volare di più non è quello che si spinge di più sulla rampa, ma quello che trasforma con maggiore efficienza la velocità orizzontale della rincorsa in portanza aerodinamica durante il volo.
La disciplina ha origini norvegesi che risalgono al diciannovesimo secolo. Sondre Norheim, considerato il padre dello sci moderno, gareggiava in salto già negli anni Sessanta dell'Ottocento. Il primo trampolino artificiale costruito specificamente per il salto risale a Huseby, vicino a Oslo, nel 1879. Da allora la disciplina si è diffusa in tutta Europa centrale e scandinava, diventando evento olimpico ai Giochi di Chamonix del 1924.
Anatomia di un trampolino
Un trampolino da salto con gli sci è una struttura ingegneristica precisa, non un semplice pendio inclinato. La terminologia tecnica è standardizzata dalla FIS e descrive ogni componente con precisione.
La pista di rincorsa (in-run) è il canale inclinato su cui il saltatore acquisisce velocità. La sua lunghezza e inclinazione determinano la velocità all'uscita dal trampolino; le strutture moderne regolano il punto di partenza sulla rampa per compensare le condizioni di vento e bilanciare la competizione tra atleti di peso diverso. Alla base della rincorsa, il profilo si curva verso l'alto in quello che viene chiamato knoll o ginocchio — il punto in cui l'atleta deve trovare il momento preciso per il salto.
La tavola (table) è la piattaforma piatta o leggermente convessa immediatamente precedente al punto di stacco. È lunga pochi metri e rappresenta la zona in cui l'atleta trasferisce le forze e impostare la propria postura di volo.
Il punto K (punto critico) è storicamente il punto sul pendio di atterraggio oltre il quale si considera il salto eccezionale. La designazione HS (Hill Size) che sostituisce il K nelle classificazioni moderne indica la dimensione nominale del trampolino e corrisponde alla distanza mediana dei migliori atterraggi. Un trampolino HS130 ha il punto di riferimento a 130 metri.
La zona di atterraggio ha un profilo concavo che rallenta progressivamente l'impatto; al termine della pendenza, una zona pianeggiante chiamata outrun permette al saltatore di fermarsi in sicurezza.
La tecnica del volo
Il volo nel salto con gli sci si divide in tre fasi distinte con caratteristiche aerodinamiche molto diverse.
Nel momento del stacco, l'atleta deve convertire la velocità verticale acquisita nella curva finale della rincorsa in una traiettoria di volo ottimale. La tempistica di questa estensione è critica: troppo presto o troppo tardi di anche un decimo di secondo cambia significativamente la traiettoria. Gli atleti moderni staccano in modo esplosivo ma controllato, con le ginocchia che si estendono in sincronia con la proiezione delle braccia verso il basso.
Durante il volo, la posizione del corpo diventa lo strumento principale di controllo. La tecnica V — introdotta da Jan Boklöv alla fine degli anni Ottanta e universalmente adottata entro il 1990 — prevede che gli sci siano aperti a V con le punte all'esterno e la coda degli sci verso il centro. Questa posizione crea un profilo alare efficiente: il corpo del saltatore funge da fusoliera, le braccia sono tenute lungo i fianchi o leggermente aperte, e il torso è inclinato in avanti quanto possibile verso le punte degli sci. Il centro di gravità del saltatore è più avanzato possibile rispetto alla verticale, massimizzando la componente orizzontale della portanza.
I migliori saltatori del mondo raggiungono coefficienti di resistenza aerodinamica straordinariamente bassi per un corpo umano: studi in galleria del vento hanno mostrato che nella posizione di volo ottimale un atleta di 60 chilogrammi genera portanza sufficiente a rallentare la caduta in modo significativo rispetto alla caduta libera, estendendo la gittata di decine di metri rispetto a quanto possibile senza tecnica aerodinamica.
L'atterraggio prevede la posizione Telemark — un ginocchio avanzato, l'altro indietro — che distribuisce le forze d'impatto su una superficie ampia e segnala controllo e padronanza. Atterrare in posizione eretta senza Telemark è penalizzato dai giudici di stile.
Come viene valutato il punteggio
Il punteggio finale è combinazione di distanza e stile. La distanza vale 60 punti al punto K, con aggiustamenti di 1,8 punti per metro sopra o sotto. Cinque giudici valutano lo stile del volo e dell'atterraggio; il punteggio massimo è 20 punti per giudice, ma vengono eliminati il punteggio più alto e il più basso, sommando i tre centrali. Il gate factor e il wind factor correggono il punteggio di distanza in funzione delle condizioni di vento e della posizione di partenza sulla rampa, garantendo una comparazione equa tra salti eseguiti in condizioni diverse.
I trampolini più importanti
Il Bergisel di Innsbruck, ridisegnato da Zaha Hadid nel 2002, è uno dei trampolini più fotografati del mondo e sede tradizionale di una tappa della Tournée dei Quattro Trampolini. L'Oberstdorf, in Bavaria, ospita la prima tappa della stessa tournée ogni anno il 30 dicembre; la Paul-Ausserleitner-Schanze di Bischofshofen in Austria chiude la tournée a gennaio in un'atmosfera notturna spettacolare.
L'Holmenkollen di Oslo, rifatto più volte negli ultimi decenni con l'ultima ristrutturazione completata nel 2010, ha una storia che risale al 1892 e ospita il festival di salto più antico del mondo davanti a decine di migliaia di spettatori. Il trampolino olimpico di Planica, in Slovenia, è il trampolino di volo dove si batte sistematicamente il record del mondo: Ryoyu Kobayashi ha raggiunto i 291 metri nel 2024, un numero che ha ancora qualcosa di fantascientifico.
Apri la mappa per esplorare le stazioni sciistiche nelle vicinanze dei grandi trampolini alpini e pianificare una visita combinata tra piste e spettacolo agonistico.
Il salto con gli sci in Italia
L'Italia ha una tradizione di salto con gli sci concentrata principalmente in Val di Fiemme, in Trentino. Il Trampolino di Predazzo ha ospitato i Campionati del Mondo di sci nordico nel 1991 e nel 2003, e ospita regolarmente gare di Coppa del Mondo di combinata nordica. È uno dei pochi trampolini di livello internazionale in Italia e uno dei più accessibili agli spettatori: le tribune permettono di seguire l'intera traiettoria del volo da una posizione ravvicinata.